ORIGINI

Sono Lorenzo e vengo da un piccolo paesino della Brianza, a nord di Milano. Sin da piccolo, anzi piccolissimo, mi sono sentito smisuratamente attratto dal cibo. In effetti, mia nonna materna era, così come mia mamma è tutt’ora, una grande appassionata della cucina. Ricordo infatti che quando mia nonna veniva a prendermi all’asilo nido, subito veniva investita dalla mia “meravigliosa allegria”, sempre smaniosa di raccontarle nel dettaglio come la “pappa” fosse stata preparata e di quanto l’avessi gradita o meno. Mio nonno mi ha trasmesso invece la passione per l’orto e per le verdure, nonché per le erbe aromatiche. 
A 3 anni il regalo di Natale fu una cucina con forno e pentolini. Per ore ed ore armeggiavo intorno a quei 90 cm2: inedite prelibatezze e preparazioni strampalate furono da allora alla base delle mie fantasie. La domanda del giorno è da sempre: “Cosa mangio? Cosa cucino oggi?”. In altre parole, fin dall’origine nella mia famiglia c’è stato, grazie al contributo di tutti, il “buon gusto” servito a tavola.

FORMAZIONE

Crescendo, questa passione si è fatta sempre più evidente. Il mio percorso è iniziato alla scuola alberghiera, dove ho conosciuto un grande maestro che ha reso ancora più mia questa passione, trasmettendomi il piacere di cucinare e insegnandomi tantissimo della cucina del sud e, in particolare, di quella napoletana.  È grazie a lui se mi sono guadagnato il soprannome di "brianzolo napoletano”, perché amo il filo d’olio a crudo, il pomodoro, la grattata di limone in mantecatura, il profumo di basilico. Grazie alla scuola e alla mia ricerca personale ho potuto fare qualche esperienza sia in Italia che all’estero. Finito poi il percorso alberghiero, sentivo l’esigenza di continuare a conoscere questo mondo e ho deciso così di iscrivermi all’Università di Scienze Gastronomiche di Parma. Nel 2019 mi sono diplomato all'alberghiero Don Gnocchi di Carate Brianza. Sono al secondo anno del corso di laurea di scienze gastronomiche all' Università di Parma. Nell’estate del 2020 vengo selezionato per partecipare all’accademia di chef Cannavacciuolo. Nel secondo Lockdown era il periodo che si avvicina al Natale e quindi del lievitato per eccellenza, Il panettone. Senza perdere un istante ho trasformato parte di casa mia in un piccolo laboratorio e ho aperto la partita iva. Ufficialmente da gennaio 2021 apro il mio sito web.

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LA MIA FILOSOFIA DI CUCINA

La mia cucina è tradizionale ma, al tempo stesso, rivolta al futuro in un’ottica di innovazione continua, resa possibile grazie alla ricerca di un miglioramento costante al passo con l’evoluzione del mercato.
Alla base della mia filosofia vi sono le erbe aromatiche e la selezione dei migliori ingredienti offerti dal territorio, coniugati sapientemente attraverso l’amore per il mio mestiere, che, se da un lato nasce dalla possibilità di esprimersi attraverso le mie creazioni, dall’altro si propone anche come fine ultimo della mia cucina attraverso la volontà di trasmetterlo agli ospiti.
Infine, nonostante la decisione di fare della mia passione un mestiere nella mia cucina non mancano mai ingredienti come il divertimento e il sorriso. Credo che sia un po’ questo il segreto dietro ai miei piatti: lasciarsi emozionare per emozionare.

IO E LA MIA CUCINA

Sono un ragazzo molto preciso e puntiglioso. Credo che il sorriso sia una delle cose più belle e quando cucino sorrido sempre, perché quando si ama, si sorride. Ciò che sopra ogni cosa amo del cucinare è farlo per gli altri, perché sono un ragazzo che cerca di comunicare l’affetto attraverso il cibo, infatti quando cucino penso sempre ai miei ospiti e a come renderli felici. Non c’è amore più sincero che quello per il cibo. 

 

La cucina per me non è solo un divertimento o un antistress, ma anche un lavoro. Eppure quando sono in cucina difficilmente sento di dover lavorare, ma di andare a divertirmi. La cucina mi ha sempre dato grandi soddisfazioni, restituendomi il sorriso dopo una brutta giornata o un brutto periodo. 

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I LIEVITATI

Amo moltissimo il pane e il mondo dei lievitati, perché è un mondo “vivo”. Per questo negli ultimi anni mi sto specializzando nel panettone. Da buon milanese infatti il panettone è per me sinonimo di tradizione, innovazione, festa e gioia, al punto che lo mangerei tutto l’anno. Quest’inverno ho voluto portare il mio panettone in università, diventando così, oltre che “brianzolo napoletano”, a mia volta “panettone”, acclamato dai miei compagni e menzionato a lezione dai docenti ogni qual volta si parli dell’argomento!

SFIDE PER IL FUTURO

In futuro quindi vorrei aprire una mia “cucina”, si tratti di un ristorante, di una gelateria o anche di una panetteria, perché sono perdutamente innamorato di tutto il mondo del food. Quel che è certo è che, a prescindere da quale attività sarà, dovrà essere incentrata sul concetto di “buono” e di “bello”. Infatti uno dei miei slogan è “il sapore del bello”, dunque ogni mio “committente” di bellezza nel mio locale dovrà percepire il buono e andar via dicendo “Ho mangiato bene! Ho bevuto bene! È proprio un bel locale! Sono felice di essere stato qua!”. È la grande sfida del settore ristorativo: trovare collaboratori che la pensino come te e che facciano il massimo per rendere felice il cliente.